La Fibromialgia

La Fibromialgia

La fibromialgia è caratterizzata da intenso dolore muscolo-scheletrico diffuso a tutto il corpo, disturbi cronici del sonno, affaticamento e difficoltà di concentrazione. Spesso è associata ad ansia o depressione e il suo andamento è influenzato dal livello di stress a cui la persona è sottoposta. Le cause scatenanti non sono chiare, ma si ipotizza l’influenza di eventi traumatici di tipo fisico e psichico nella sua insorgenza. La fibromialgia è una malattia che può incidere pesantemente sul lavoro, sulle relazioni e sulla percezione delle proprie capacità di fronteggiare le difficoltà quotidiane.

Quali sono i trattamenti indicati per questo problema che invade sia la sfera fisica che quelle psichica e sociale dell’individuo?

Gli interventi terapeutici previsti sono ascrivibili a tre tipologie di trattamento:

Cura della salute fisica, tramite la rieducazione del paziente in  direzione di uno stile di vita salutare.

Trattamento farmacologico.

Intervento psicoterapeutico cognitivo-comportamentale. A tal proposito Paul Grossman ha verificato, su un campione di 58 donne affette da fibromialgia, l’effetto di un programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness della durata di otto settimane. Le donne sottoposte a tale trattamento hanno mostrato un significativo miglioramento della sintomatologia e della qualità di vita rispetto al gruppo di controllo. L’aspetto ancora più interessante è che tale effetto si è mantenuto anche a distanza di tre anni, mostrando, dunque, un esito positivo a lungo termine di questo tipo di intervento.

Bibliografia essenziale:
Grossman P. Tiefenthaler-Gilmer U. Raysz A. Kesper U. Mindfulness Training as an Intervention for Fibromyalgia: Evidence of Postintervention and 3-Year Follow-Up Benefits in Well-Being Psychother 232 Psychosom 2007;76:226–233.
http://www.amrer.it/download_documenti/linee-indirizzo-fibromialgia-2018-1.pdf

L’Ortoressia

L'ortoressia

L’ortoressia consiste nell’attenzione estrema per il cibo biologicamente puro. Nasce verso la fine degli anni’ 80 e si diffonde sotto forma di pratiche alimentari restrittive considerate portatrici di benessere e guarigione. Ci si può avvicinare a tale stile alimentare con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute per poi sfociare in un’attenzione ossessiva alla fonte del cibo e ai processi di preparazione e confezionamento dello stesso, che conducono ad accettare una ristretta tipologia di alimenti. Questo comportamento può condurre, paradossalmente, a carenze alimentari potenzialmente pericolose per la salute. La rigidità nei confronti delle regole alimentari da seguire fa sì che gli ortoressici sperimentino spesso rabbia e frustrazione se gli viene impedito di seguire una regola alimentare, e senso di colpa se la infrangono volontariamente. Provano frequentemente l’emozione del disgusto poiché la purezza del cibo non corrisponde al proprio standard. Inoltre gli ortoressici manifestano spesso un atteggiamento di condanna nei confronti di chi adotta uno stile alimentare diverso dal proprio, ciò può favorire un importante restringimento delle relazioni sociali.

Perchè nasce l’ortoressia?

L’ortoressia si svilupperebbe per ridurre il senso di imprevedibilità della vita attraverso il cibo che rappresenta un elemento tangibile facile da controllare. Inoltre, l’attenzione al cibo sano si collega ad un’idea di allungamento dell’arco di vita e quindi ad un tentativo di contrasto dei temi di morte. Infine, il cibo può anche essere utilizzato per conoscere e definire sé stessi sulla base di ciò di cui ci si alimenta, in questo modo diventa un fattore fondamentale per definire la propria identità.

Chi colpisce?

Secondo il Ministero della Salute per i disturbi alimentari, in Italia, tale problema colpisce circa 300.000 persone e si manifesta con maggiore probabilità negli uomini piuttosto che nelle donne.

Bibliografia essenziale:
Bratman S, Knight D (2000). Health food junkies. Orthorexia Nervosa: Overcoming the Obsessionwith Healthful Eating. Broadway Books, NewYork. 
L.M. Donini, D. Marsili, M.P. Graziani, M. Imbriale, and C. Cannella, Orthorexia nervosa: A preliminary study with a proposal for diagnosis and an attempt to measure the dimension of the phenomenon, Eating and Weight Disorders, Vol. 9 (2), pp. 151 (2004) 
Garano C, Dettori M, Barucca M (2016). Ortoressia e Vigoressia: due nuove forme di fanatismo?. Cognitivismo Clinico, vol 13 n.2.